Trasferitasi verso il piano la città ha subito diverse sciagure: un’invasione di ca- vallette, nel 1626 la peste; ancora un’invasione di cavallette nel 1687 ed infine il terribile terremoto del 1693 che distrusse tutti i conventi, i monasteri e le tante chiese. Quasi 2 mila i morti.

Nel 1713 la Sicilia veniva assegnata a Vittorio Amedeo di Savoia, ma la Contea di Modica restò sotto il dominio del Re di Spagna. In seguito al trattato di Vienna, nel 1815, Scicli fu retta dal Decurionato, cioè da Dieci Membri e dal Capo del Comune. La nostra città divenne anche capoluogo di circondario, poiché la pro- vincia era stata divisa in distretti.

Nel movimento rivoluzionario europeo Scicli si inserisce con alcuni moti. Nel 1820 fu incendiato l’archivio municipale, mentre il 7 giugno 1860 il “popolo di Scicli proclamò, dopo la vittoria garibaldina, l’annessione al Piemonte con Ga- ribaldi dittatore supremo dell’isola”. A causa dell’atteggiamento amministrativo del governo piemontese, che rese sempre più critiche le condizioni dei brac- cianti agricoli e della povera gente in generale, sorsero i “Fasci siciliani dei Lavo- ratori”; a Scicli il

movimento si costituì nel mese di maggio 1893 con quasi 200 iscritti.
La Grande Guerra costò diverse vite alla città. Poi il ventennio fascista e anche a Scicli si videro le camicenere e i fatti di violenza politica.
Figura nobile di antifascista fu Lucio Schirò, già sindaco della città, pastore della locale Comunità Metodista.
La Seconda Guerra Mondiale fece registrare molte incursioni aeree lungo la costa ragusana; le grotte di Chiafura diventarono, allora, rifugio sicuro per gran parte della popolazione.

Il dopoguerra permise il ritorno alla vita democratica e anche a Scicli i partiti si riorganizzarono dando vita alle istituzioni che ancora oggi amministrano la città. Attualmente la popolazione di Scicli è di oltre 27 mila abitanti. L’economia si basa essenzialmente sull’agricoltura (carrube-uliveti, vigne), ma è essenzialmente la serricoltura, che arriva con gli anni 60, a determinare il flusso economico della città. Primaticci e fiori sono i prodotti che danno ric- chezza al territorio. L’artigianato sta registrando uno sviluppo costante grazie alla lavorazione del ferro battuto e alla produzione di infissi in alluminio. Il turismo è la carta che la città vuole giocare per i prossimi anni.