Sono 16 i chilometri di costa che Scicli van- ta sul Mar Mediterraneo. Una costa irregola- re, in gran parte sabbiosa, a volte rocciosa, in una circostanza (al Pisciotto di Sampieri) a picco sul mare. Quattro sono i borghi ma- rinari ufficiali. Da ponente: Playa Grande, Donnalucata, Cava d’Aliga-Bruca, Sampieri. Ma tanti altri nomi, strani e originali già nella loro etimologia, fanno individuare tanti altri luoghi e spiagge dorate sulla linea di confine col mare.
A ponente, venendo da Marina di Ragusa, Playa Grande è un villaggio recente (fine anni ‘60), dal disegno tipicamente americano. Una bella spiaggia a servi- zio dei residenti estivi. A lato, la Foce del Fiume Irminio, una riserva naturalisti- ca, dove è possibile fare il bagno con “gallinelle” e “lontre”.

Verso est, dopo la bassa distesa rocciosa di “Timpe Rosse”, Donnalucata. E’ la borgata estiva per eccellenza degli sciclitani. Di origine molto antica, il suo nome farebbe pensare ad una “Fontana delle ore – dall’etimologia araba “Ainlu Kat” – effettivamente esistente sulla spiaggia detta di “Micenci”. A Donnalucata le spiagge sono due. La prima detta di “Ponente” con chalet e chioschetti a servizio dei bagnanti, un mercatino del pesce fresco (a ridosso del molo), un lungomare su cui palmizie e lantane la fanno da padrone. L’altra spiaggia è “Micenci”. Un arenile che dà inizio ad un lunghissimo bagnasciuga, che porta fino a Cava d’Aliga-Bruca. Sono cinque chilometri di spiaggia ininterrotta, ac- carezzata dal mare quasi sempre sereno, con colori che vanno dal blu intenso al verde bottiglia, al rosa di sera. Il silenzio, nei punti più solitari della spiaggia, spesso va a nozze con le dune orlate di cespugli sempreverdi. Alla “Spinasanta” un torrente d’acqua dolce incontra il mare. E non è raro vedervi sostare tram- polieri pronti a migrare verso l’Africa. Un camping nelle vicinanze dà sicuro ricovero con tende e caravan. Poi “Arizza”, dove uno chalet è pun- to-ristoro per il passeggiatore so- litario, ma anche per le comitive dei giovani che quotidianamente scelgono questo mare per i giochi e i bagni d’estate. Ad agosto, qui è sempre festa by night.

Cava d’Aliga e Bruca sono due villaggi marini cresciuti negli anni ‘80 del secolo scorso. Edilizia straniante, con codici stilistici tutti da interpretare. Ma le due spiagge fanno riconciliare con la natura. Bruca è il teminal del lungo arenile donnalucatese. Piccolo chalet a servizio dei residenti, sabbia finissima e spiaggia libera. Cava d’Aliga è un piccolo golfo, che il bagnante può percorrere a nuoto in sveltezza o godendo della lentezza del moto ondoso. La spiaggia è densamente servita da chalet, un corridoio per barchette e gommoni, campetti improvvisati per beach volley o bocce. Nel territorio di Scicli è la patria della palla-tamburello. All’estremità (direzione levante) una stretta ma lunga piattaforma rocciosa porta fino al cosiddetto “Corvo” e Costa di Carro. La zona è una sorprendente terrazza sul mare Mediterraneo, diventata area protetta, un parco extra urbano a beneficio di una fauna e una flora tipici della “macchia mediterranea”. La spiaggia di Costa di Carro è una dolce lingua di sabbia, con le dune dietro, che si formano e cambiano dimensione a seconda dell’andatura dei venti. Qua e là i sorprendenti gigli di mare, bianchi e forti nello sbucare im- provviso del caldo estivo, quasi una sfida di eleganza a temperature da solleone. Anche qui uno chalet e dietro le dune un camping attrezzato.

La costa di Scicli chiude il suo largo semicerchio con Sampieri. In origine vil- laggio di pescatori, cresciuto sull’onda delle vacanze estive. Le casette degli in- digeni sono oggi luoghi di residenza temporanea di turisti. Balconi a due passi dal mare e dalla spiaggia che per due chilometri si estende fino alla punta del Pisciotto. E’ la spiaggia più attrezzata della costa, con chalets e villaggi turistici a ridosso dell’arenile. Un corridoio per l’attracco di barche e catamarani; al molo un mercatino del pesce appena pescato, il giovedì pomeriggio il mercatino dei prodotti agricoli del luogo, e di notte la movida giova- nile con i tanti locali di ritrovo che chiudono alle prime ore dell’alba. A Sampieri la spiaggia è salvaguar- data da una lunga pineta che ne assicura l’ossigenazione e la fre- scura, oltre ogni limite. Una pista ciclabile porta a godere visivamen- te della Fornace Penna (la televi- siva “Mànnara” del Commissario Montalbano) dei pantani di acqua dolce, fino a Marina di Modica.