E’ attaccata al Municipio perché in origine era la chiesa legata al Convento delle Benedettine. La facciata è a tre ordini con un’ondulazione verticale che la rende vicina ad altre chiese del Val di Noto. Nel secondo ordine c’è una gelosia in ferro battuto che risponde ai balconi dei palazzetti vicini. I lavori dell’attuale edificio iniziarono dopo il1760 e furono diretti da Alberto Maria di San Giovanni Battista, ma i disegni sono attribuiti a Vincenzo Sinatra; nell’800 vi fu anche l’intervento di Salvatore Alì. L’interno è a forma ovale, ma la pianta della chiesa è un esercizio di cerchi in cui si collocano l’aula principale il nartece, l’abside. Le pareti e la volta sono ricchi di stucchi opera di Giovanni Gianforma, l’affresco sulla volta raffigura San Benedetto. Molto bello il gioco di luci che si determina grazie alle finestre colorate che si trovano in alto. Nel nartece tre medaglioni opera di Giuseppe Sesta ripropongono tre paesaggi urbani.

La Chiesa è anche sede del Sacrario dei caduti in guerra. Su un altare a sinistra uno dei quadri più significativi della città: il “Cristo in gonnella”, un dipinto donato al Monastero dalla fondatrice Donna Giovanna Di Stefano ed opera del pittore spagnolo Mateo Cerezo il Vecchio, di cui esiste una copia più piccola a Burgos. E’ una iconografia rara in Italia, presente invece nella tradizione spagnola. La chiesa è ancora aperta al culto e vi si celebra l’Addolorata di San Giovanni, la processione di due statue che richiamano usi e costumi della Spagna.